Migranti

«Caro Marwan, dammi la mano.
La fiducia che riponi in me mi strazia.
Perché questa notte riesco solo a pensare
a quanto è profondo il mare,
a quanto è vasto e indifferente.
E a come sono impotente io,
incapace di proteggerti.
Non posso fare altro che pregare.
Marwan, tua madre è qui
con noi questa notte,
su questa spiaggia fredda,
illuminata dalla luna,
tra bambini che piangono e
donne che si lamentano
in lingue che non conosciamo…
Aspettiamo tutti con impazienza
il sorgere del sole,
eppure il pensiero di quel momento
ci riempie di terrore.
Siamo alla ricerca di una nuova patria.
Sopra la risacca sento
la voce di tua madre,
che mi sussurra qualcosa all’orecchio.
“Se vedessero, caro.
Se vedessero anche solo la metà
di quello che porti con te
sarebbero certamente più gentili.”
Perché tu sei un carico prezioso,
Marwan, il più prezioso di tutti.
Vorrei che il mare lo sapesse.
Inshallah.
(Khaled Hosseini, da “La preghiera del mare”)

«Ben oltre le idee di giusto o sbagliato c’è un campo.
Ti aspetterò laggiù»
(Jalaluddin Rumi, poeta afghano, da
“E l’eco rispose” di Khaled Hosseini)

Monumento alla madre dei migranti (foto di Stanislaw Bernatowicz)

In copertina: foto Associated Press

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